Vieni a vivere la forza spirituale generata da Don Bosco.

Visitare i nostri luoghi vuol dire fare un viaggio al centro e all’ origine del carisma salesiano. Oltre alla Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco trovi le camerette di Don Bosco, con oggetti e ambienti risalenti ai primi tempi dell’Oratorio, e il Museo Mariano, con immagini e oggetti provenienti da tutto il mondo. 

La visita a Valdocco. Tipologia.

Può essere fatta in autogestione (l’importante è accordarsi con l’accoglienza per i tempi e i luoghi) o accompagnati dal nostro personale. 
Le visite possono essere “classiche” (cappelle, camerette, basilica, tipografia…) o secondo un tema specifico concordato precedentemente (es: accentuazione della dimensione educativa, vocazionale, spirituale...).  Gli accompagnatori terranno conto dell’età e dello stato di vita dei partecipanti.
Possibilità di usufruire degli ambienti per ritiri ed incontri in autogestione
www.bicentenario.donboscoitalia.it/a-casa-di-don-bosco/valdocco/​

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Accordion basilica

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Nell’evoluzione mariana di don Bosco, dopo la Madonna Consolata e Immacolata, giungiamo alla devozione a Maria Ausiliatrice.
L’idea della costruzione di una maestosa chiesa in onore di Maria Santissima nasce dall’apparente esigenza di accogliere un maggior numero di fedeli. Ma non sono soltanto contingenze storiche determinarono la scelta di don Bosco. Egli sente il titolo prescelto come il più adatto ad esprimere la sua riconoscenza alla Vergine per i tanti “aiuti” ricevuti e, insieme, per invocarne la protezione sulla nascente Congregazione.
C’è inoltre in don Bosco una forte sottolineatura pastorale e pedagogica: Maria è aiuto nel cammino della vita per vincere gli assalti del peccato, per essere liberati da ogni forma di male (spirituale, morale e fisico) e soprattutto per attuare il bene. Don Bosco, pur senza una minima base economica, è convinto che «è la Madonna che vuole la Chiesa; essa penserà a pagare» (MB 7, 372).

Il Santuario costruito da don Bosco, a croce latina, si presentava molto sobrio e spoglio, senza marmi e decorazioni sulle pareti. Anche l’unica cupola era imbiancata a calce.
L’architetto Spezia si ispirò alla facciata di san Giorgio Maggiore in Venezia disegnata dal Palladio.
All’interno della Basilica, oggi troviamo: l’Altar maggiore, il quadro dell’Ausiliatrice, le Cupole maggiore e minore, le due cappelle laterali del presbiterio, le tribune sulle cappelle laterali, la galleria dietro l’altar maggiore, la sacrestia e la Statua dell’Ausiliatrice.

Orari Messe

Orari Messe
Funzione Giorni

Orario 

SS. Messa feriali

06:30 - 07:00 - 07:30 - 08:00 

09:00 - 10:00 - 17:00 - 18:30
(nel mese di  agosto è sospesa la messa delle 17:00)

(giovedì: S.Messa in San Francesco di Sales, ore 17:00)

  Sabato e vigilie Messa vespertina alle 18.00
  Festivi 07:00 - 08:00 - 09:30 - 11:00
12:15 - 17:30 - 18:30 - 21:00
Rosario, Adorazione eucarisica, Benedizione Feriali

16:30

(giovedì:adorazione 16:00-17:45)

Primi vespri Sabato e Vigilia 18:55
Vespri, Adorazione eucaristica, Benedizione Domenica 16:30

Feste

Feste

Tutte le solennità liturgiche 31 gennaio: San Giovanni Bosco, preceduta da una novena 24 maggio: Festa di Maria Ausiliatrice. Preceduta da una novena e da una veglia notturna, culmina con la processione serale per le vie del quartiere.

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Cappella Pinardi

L’attuale cappella sorge nel punto in cui vi era l’antica “tettoia”; il luogo in cui Don Bosco trovò sistemazione per i ragazzi che necessitavano accoglienza. Si trattava all’epoca di un ampio stanzone per le lavandaie…

Accordion Cappella Pinardi

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Don Bosco e Mamma Margherita la sera del 3 novembre 1846 prendevano stabile dimora in Casa Pinardi.
«Madre, le dissi un giorno, io dovrei andare ad abitare in Valdocco, ma a motivo delle persone che occupano quella casa non posso prendere meco altra persona che voi». Ella capì la forza delle mie parole e soggiunse tosto: «Se ti pare tal cosa piacere al Signore, io sono pronta a partire in sul momento». Presero poche cose. Era questa tutta la loro fortuna!
Una sera di maggio, un ragazzo bagnato e intirizzito, sui 15 anni, bussò alla porta della casa di don Bosco. «Sono orfano. Ho freddo e non so dove andare…». Mamma Margherita gli preparò un po’ di cena e gli disse: «Dormirai qui, caro. E rimarrai finché ne avrai bisogno. Don Bosco non ti manderà mai via». «Di poi» racconta don Bosco «fecegli un sermoncino sulla necessità del lavoro, della fedeltà e della religione». I Salesiani hanno affettuosamente visto in questo sermoncino di Mamma Margherita la prima «buona notte».

Quando don Bosco vi entrò per la prima volta era solo una povera tettoia, bassa, appoggiata al lato nord della casa Pinardi. Era una vera “meschinità”, ricorderà don Bosco, ma finalmente aveva trovato una casa.
Entrando nella cappella, colpisce, sulla parete di fondo, l’affresco della Resurrezione, che ricorda la Pasqua 1846, giorno in cui don Bosco inaugurò l’antica cappella Pinardi.
Sulla destra la statua di Maria Consolatrice, che tante volte raccolse le lacrime di don Bosco e dei suoi ragazzi. Uscendo dalla Cappella Pinardi, si incontra una minuscola sacrestia, dove don Bosco collocò il primo laboratorio dei calzolai.
La tettoia Pinardi fu usata come cappella per sei anni, dopodiché venne adibita a sala di studio e di ricreazione e anche a dormitorio fino al 1856, quando la si demolì insieme a casa Pinardi.
Sull’area occupata dall’antica chiesetta venne ricavato un vano adibito a refettorio per don Bosco e i primi salesiani fino al 1927. In quell’anno don Filippo Rinaldi volle che l’ambiente fosse trasformato in cappella, a ricordo della primitiva chiesetta dell’Oratorio.
In questa chiesa i ragazzi di don Bosco ebbero la fortuna di ascoltare il teologo Giovanni Battista Borel, zelantissimo sacerdote e amico fedele di don Bosco, fu insigne Cooperatore e Benefattore del nascente Oratorio. Egli, che vedeva crescere ogni domenica le falangi giovanili nelle adiacenze di casa Pinardi, fu il primo ad approvare il progetto della fondazione del secondo Oratorio di San Luigi a Porta Nuova, e fu pure il primo ad avere le intime confidenze di don Bosco sull’avvenire dell’opera sua.

Orari

Orari

E’ possibile visitarla tutti i giorni dalle 8 alle 16.30, compatibilmente con le celebrazioni eucaristiche o momenti di preghiera richiesti dai gruppi. 

 

Chiesa di San Francesco di Sales

Con lo sviluppo dell’Oratorio e delle sue attività Don Bosco sentì la necessità di una chiesa più ampia e dignitosa della “povera” cappella Pinardi ormai insufficiente. Consacrata nel 1852 per 16 anni rimase il cuore della nascente Congregazione...

Accordion Chiesa di San Francesco di Sales

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Diventata troppo piccola la Cappella Pinardi, con incredibile coraggio, don Bosco decise di costruire una chiesa più grande, dedicata a San Francesco di Sales.
La chiesa fu consacrata il 20 giugno 1852. Tra queste mura per 16 anni batté il cuore dell’opera di don Bosco.
Il giovanissimo Domenico Savio veniva qui a pregare. Davanti all’altarino della Madonna, sulla destra, si consacrò a lei. In questa chiesa approdarono Michele Magone, il monello di Carmagnola, e Francesco Besucco, il ragazzino dell’Argentera che nel 1863 rinnovò la bontà eroica di Domenico Savio.
Qui disse la sua prima Messa don Michele Rua. Per quattro anni frequentò questa chiesa, e più volte al giorno, mamma Margherita, sempre più vecchia e stanca. Trovava qui la forza di ricominciare ogni giorno a lavorare per i ragazzi poveri. Qui, i primi salesiani celebrarono la loro prima messa.
Se nella Cappella Pinardi Maria è stata la consolazione di don Bosco e dei suoi ragazzi, in questo luogo l’Immacolata ha rappresentato l’ideale della santità: la Chiesa di S. Francesco di Sales fu spettatrice della trasformazione di tanti poveri ragazzi in giganti dello spirito.

Orari

Orari

E’ possibile visitarla tutti i giorni dalle 8 alle 16.30, compatibilmente con le celebrazioni eucaristiche o momenti di preghiera richiesti dai gruppi. 

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Camerette di Don Bosco

Le Camerette di don Bosco sono gli ambienti nei quali è vissuto il santo. Oggi restaurati, sono diventati una struttura museale che presenta oggetti appartenuti allo stesso Don Bosco e ambienti risalenti ai primi tempi dell'Oratorio.

Camerette di Don Bosco

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Le camerette di don Bosco rimasero quasi intatte fino al 1929, anno della sua beatificazione.
Nell’anno del giubileo del 2000 si riordinò il complesso, come è visibile oggi, aggiungendo monitor esplicativi al piano inferiore e altri dettagli. Al primo piano, lo spazio è dedicato agli aspetti e ai valori tipici dell’Opera salesiana. Sono degne di nota le ricostruzioni dell’evoluzione della cittadella di Valdocco. Al secondo piano, troviamo la camera usata dal Santo tra il 1853 e il 1861, dove viene messo in risalto il motto di don Bosco e della Famiglia Salesiana: Da mihi animas cetera tolle. 
Poi troviamo la cappella in cui don Bosco celebrava negli ultimi anni. Sull’altare che vediamo, il Santo celebrò la Messa fino all’11 dicembre 1887, ultima volta in cui poté offrire il santo sacrificio.
A seguire, l’intensa e stupefacente attività editoriale del Santo, mentre il settore successivo è dedicato alle costruzioni di don Bosco. L’ultima zona espositiva contiene il pulpito della chiesa di san Francesco di Sales, il confessionale, l’altare-armadio e la cattedra della «Buona notte». 
http://www.bicentenario.donboscoitalia.it/service/valdocco-camerette/

Orario di apertura: Tutti i giorni, per tutto l'anno 09.00 - 18.00

 

Percorso espositivo

Percorso espositivo

Si svolge in alcune sale e comprende anche computer touch screen con immagini e video, e porta a conoscere la vita di don Bosco a partire dalla sua infanzia a Castelnuovo d’Asti, la giovinezza a Chieri fino al suo arrivo a Torino e a Valdocco, dove nasce il suo primo oratorio stabile. Si spiega la sua scelta della missione tra i giovani e dell’oratorio come ambiente educativo, il suo sistema preventivo, la sua spiritualità essenziale e popolare. Si introduce anche la figura di alcuni ragazzi vissuti nella casa di don Bosco, come Domenico Savio. Tramite modelli di legno si spiega l’evoluzione dell’oratorio di Valdocco dal 1846 fino ai giorni nostri. E’ inoltre possibile vedere la camera dove lui morì nel 1888, e oggetti da lui utilizzati: abiti, paramenti, calici, libri e molti oggetti.

Orari

Orari
Giorni Orario
Tutti i giorni per tutto l'anno 09:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Giorni feriali (da settembre a maggio) 08:30 - 18:00
(orario continuato)

Museo della Tipografia di Don Bosco

La più antica tipografia torinese, fondata da Don Bosco nel 1862 vide nascere per oltre 150 anni migliaia di volumi. Un pezzo di storia della città che oggi è diventato un museo...
Guarda il video   https://vimeo.com/40938233

Accordion Museo Mariano

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Era il 1854 quando un giorno don Bosco portò ai suoi alunni alcuni fogli stampati di un libro intitolato gli «Angeli Custodi». Si sedette al tavolo con loro e iniziò a piegarli, poi chiese a sua mamma di cucirli: nacque così il primo laboratorio di legatoria e prese il via l’avventura. Senza strumenti economici e dopo mille peripezie, il 31 dicembre 1861, il fondatore dell’ordine salesiano ricevette dal Prefetto di Torino la licenza di aprire la tipografia dell’oratorio San Francesco di Sales.

Da allora sono stati decine i riconoscimenti ricevuti nelle Esposizioni universali e centinaia gli allievi che hanno appreso il mestiere di tipografo a quella scuola.

Tipografia-Salesiana-don-Bosco.pdf

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Scopri la Torino Salesiana

I luoghi di Don Bosco non si esauriscono nel complesso di Valdocco. Se visiti la nostra zona puoi vivere tutta la spiritualità di Don Bosco anche esplorando Colle Don Bosco e la valle di Chieri, dove il Santo visse prima di giungere a Torino e tanti altri posti contenuti nella nostra guida.
Sei pellegrino a Valdocco per DIVERSI GIORNI? Queste sono le possibilità:
Ti possiamo aiutare a programmare una visita che ripercorra tutto l’itinerario di don Bosco: dai Becchi a Chieri, dalla Torino salesiana a Valdocco.

Possibilità di visita al Colle don Bosco e i luoghi salesiani: Navetta. Ogni giovedì. (Altri giorni su prenotazione). 8 posti. Trasporto: Andata/Ritorno: 10 €.  Visita guidata + Pranzo + Trasporto: 25 €
I luoghi di Don Bosco
www.camminodonbosco.it.
Cartina
Torino: è possibile ripercorrere tutto l’itinerario del primo oratorio (S Francesco di Assisi, Rifugio, Consolata …)

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Ospitalità Casa Madre Valdocco

 
 

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